Thursday, November 22, 2012

La storia che si ripete

Una volta esisteva la sinistra.
Quella che credeva nella lotta di classe, nella vittoria del proletariato, nei diritti dei lavoratori.
Quella che si ritrovava nelle feste dell´Unita´, che cantava e sventolava la bandiera rossa.
Una volta céra la destra, quella che credeva nella democrazia, nel sogno di una borghesia benestante, quella dell´impiego fisso, delle ferie al mare e della laurea dei figli.
Entrambi avevano un sogno, quello di un futuro migliore per se´, per i propri figli e per le future generazioni.
Si discuteva, si lottava, si votava.
Chi aveva piu´voti vinceva e chi vinceva prometteva che i sogni si sarebbero avverati.
Ora la scelta e´puramente teorica, chiunque si voti il risultato non cambia.
Il sogno si e´trasformato in un incubo, non si vota il partito migliore, ma il politico “meno corrotto”.
Viviamo in una realta´”sospesa” in un futuro “non prevedibile” perche´quello previsto ci spaventa.
E´il momento dei partiti “non partiti”, lo schieramento politico che non e´ne´di sinistra ne´di destra.
La storia insegna che una politica bancarotta, un vuoto di ideali e di programmi fa nascere facilmente l´idealismo della disperazione, dell´odio e del risentimento.
Odio per coloro che hanno tradito i sogni, che ci hanno defraudato del futuro.
La rabbia diventa violenza e la violenza viene incanalata verso il “nemico” o il “presunto nemico”.
Il desiderio per un nuovo ideale, una nuova fede, un mondo con regole sicure e fini certi.

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