Una volta esisteva la sinistra.
Quella che credeva nella lotta di classe, nella vittoria del proletariato, nei diritti dei lavoratori.
Quella che si ritrovava nelle feste dell´Unita´, che cantava e sventolava la bandiera rossa.
Una volta céra la destra, quella che credeva nella democrazia, nel sogno di una borghesia benestante, quella dell´impiego fisso, delle ferie al mare e della laurea dei figli.
Entrambi avevano un sogno, quello di un futuro migliore per se´, per i propri figli e per le future generazioni.
Si discuteva, si lottava, si votava.
Chi aveva piu´voti vinceva e chi vinceva prometteva che i sogni si sarebbero avverati.
Ora la scelta e´puramente teorica, chiunque si voti il risultato non cambia.
Il sogno si e´trasformato in un incubo, non si vota il partito migliore, ma il politico “meno corrotto”.
Viviamo in una realta´”sospesa” in un futuro “non prevedibile” perche´quello previsto ci spaventa.
E´il momento dei partiti “non partiti”, lo schieramento politico che non e´ne´di sinistra ne´di destra.
La storia insegna che una politica bancarotta, un vuoto di ideali e di programmi fa nascere facilmente l´idealismo della disperazione, dell´odio e del risentimento.
Odio per coloro che hanno tradito i sogni, che ci hanno defraudato del futuro.
La rabbia diventa violenza e la violenza viene incanalata verso il “nemico” o il “presunto nemico”.
Il desiderio per un nuovo ideale, una nuova fede, un mondo con regole sicure e fini certi.
Pensare e´uno dei lavori piu´faticosi, forse e´per questo che cosi´pochi pensano.
Thursday, November 22, 2012
Siamo tutti Palestinesi
Un giorno forse saremo tutti palestinesi.
Poveri, ammassati in squallidi quartieri, circondati da recinti elettronicamente controllati, sotto l´occhio di videocamere di sorveglianza, spiati da droni, circondati da militari addestrati a sparare.
Luoghi cosi´ormai si estendono dall´Africa subsahariana al Pakistan, alla Cina.
Tutti i vani tentativi di resistenza sono puniti con il massacro, caratteristico del moderno warfare.
Sotto il nome di Guerra sono perpetrati massacri di migliaia di innocenti indifesi.
La resistenza si chiama provocazione, terrorismo, o crimine contro l´umanita´.
I prigionieri sono torturati e “spariscono” nel nulla.
La carenza di cibo e medicine e´usata come tecnica di sottomissione.
Nei Media solo bugie. I gruppi religiosi, civili, etnici, sono demonizzati.
L´imminente collasso dell´economia internazionale, gli assalti al clima, le risultanti siccita´o allagamenti, il conseguente declino di raccolti, creano un universo diviso tra una piccolissima elite, che ha nelle sue mani strumenti di vita e di morte, e la massa sempre piu´adirata.
Il risultato sara´una Guerra perpetua, un mondo in cui i piu´soffriranno la fame e i pochissimi gozzoviglieranno nel lusso piu´sfrenato.
Il blocco israeliano di Gaza, alla faccia delle quasi cento risoluzioni dell´ONU, ha trasformato Gaza in un inferno, un ghetto controllato da ebrei, dove migliaia sono morti, il 95% delle fabbriche ha chiuso I battenti, l´agricoltura e la pesca sono moribondi perche´le barche non possono pescare oltre le tre miglia dalla costa.
In molte zone non c´e´acqua corrente.
E gli americani fanno lo stesso in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Yemen e Somalia.
Il nostro sta diventando un mondo in cui sono sacri solo il potere delle multinazionali e il profitto.
E´un mondo barbarico.
Quello che succede a Gaza e´il modello.
La nostra indifferenza per quello che sta succedendo sara´anche la nostra condanna.
Perche´dopo il “test” verra´il nostro turno.
Il potere si sta concentrando nella ristretta cerchia di coloro che lo esercitano a favore degli interessi delle multinazionali. I Media, il potere giudiziario, quello legislativo, hanno solo piu´parvenza di “farsa”.
Il concetto di bene comune ha perso ogni significato.
Siamo retrocessi alla Roma di Diocleziano A volte le democrazie, se non si sta in guardia, degenerano in regimi tirannici, corrotti e dispotici che consumano se stessi.
L´imminente collasso dell´economia internazionale, gli assalti al clima, le risultanti siccita´o allagamenti, il conseguente declino di raccolti, creano un universo diviso tra una piccolissima elite, che ha nelle sue mani strumenti di vita e di morte, e la massa sempre piu´adirata.
Il risultato sara´una Guerra perpetua, un mondo in cui i piu´soffriranno la fame e i pochissimi gozzoviglieranno nel lusso piu´sfrenato.
Il blocco israeliano di Gaza, alla faccia delle quasi cento risoluzioni dell´ONU, ha trasformato Gaza in un inferno, un ghetto controllato da ebrei, dove migliaia sono morti, il 95% delle fabbriche ha chiuso I battenti, l´agricoltura e la pesca sono moribondi perche´le barche non possono pescare oltre le tre miglia dalla costa.
In molte zone non c´e´acqua corrente.
E gli americani fanno lo stesso in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Yemen e Somalia.
Il nostro sta diventando un mondo in cui sono sacri solo il potere delle multinazionali e il profitto.
E´un mondo barbarico.
Quello che succede a Gaza e´il modello.
La nostra indifferenza per quello che sta succedendo sara´anche la nostra condanna.
Perche´dopo il “test” verra´il nostro turno.
Il potere si sta concentrando nella ristretta cerchia di coloro che lo esercitano a favore degli interessi delle multinazionali. I Media, il potere giudiziario, quello legislativo, hanno solo piu´parvenza di “farsa”.
Il concetto di bene comune ha perso ogni significato.
Siamo retrocessi alla Roma di Diocleziano A volte le democrazie, se non si sta in guardia, degenerano in regimi tirannici, corrotti e dispotici che consumano se stessi.
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