Saturday, November 19, 2011

L´Italia DEVE andare in default e Subito

Perche´a questo punto il default e´di gran lunga la soluzione migliore:

1) ci libereremmo del debito

2) Ci libereremmo della classe politica in toto.

Queste trasfusioni di sangue sottoforma di ICI, aumento IVA e tasse varie NON SERVONO A NULLA.
Il nostro paese e´dissanguato da sanguisughe: i politici e gli amministratori.
Iniettare piu´sangue significa solo alimentarli maggiormente.
L´ICI finisce nelle tasche comunali e non serve a diminuire il debito, ma solo ad alimentare lállegra gestione di molti comuni italiani.
La diminuzione delle tasse sul lavoro non servira´a produrre nuova occupazione.
Infatti per ottenere quello scopo dovrebbe essere condizionata: se assumi nuovi operai hai una diminuzione x e y a seconda del numero.
Dare soldi indiscriminatamente serve solo a generare fondi che verranno immancabilmente trasferiti all´estero.
Per combattere il precariato TUTTI indistintamente diventano precari.
Infatti: tutti devono essere assunti a tempo indeterminato, ma possono essere licenziati...cioe´il "tempo indeterminato" e´una metafora per Precariato.
Forse qualcuno ha parlato di diminuire i costi della politica?
Di tassare le banche?
Di proibire speculazioni finanziarie?
Credetemi, un default programmato dai cittadini sortirebbe effetti MOLTO migliori.
1) L´Italia diventa stato nazionale, privatizza le banche e STAMPA la sua moneta.
2 )Diventa una democrazia diretta in cui governano i cittadini.
Se abbiamo bisogno di esperti di economia, gente come Krugman e´molto meglio di Monti.
E´Nobel per l´economia ed e´DALLA PARTE DEI CITTADINI.

Thursday, November 17, 2011

Il nostro futuro

Mi permetto di copiare un articolo interessantissim, che spiega benissimo la situazione odierna

17. Nov 2011

Goldman Sachs: il putsch della disperazione

Written by Cloro. Posted in Censura, Complotti, Media, Politica

L’articolo che segue penso sia di Maurizio Blondet. Lasciando perdere i primi due periodi che sono una sua invettiva d’opinione (e che condivido fino ad un certo punto) il resto è un’analisi dell’attuale situazione che è un piccolo trattato di “business in epoca capitalistica nel secondo millennio”, scritto in un modo che, definire magistrale, è poco. Buona lettura.


A coloro che hanno fischiato Berlusconi nel giorno della sua resa. Che sono poi coloro che hanno lanciato monetine a Craxi. I quali sono gli stessi che hanno insultato Mussolini e Claretta appesi a piazzale Loreto, infierendo sui cadaveri. Gli stessi che hanno linciato a Milano Giuseppe Prina, ministro delle Finanze del regno d’Italia napoleonico, quando Napoleone cadde, nel 1814, e non prima. Gli stessi che nel 1647 hanno trascinato per le vie di Napoli il corpo di Masaniello, Tommaso Aniello, che avevano acclamato re pochi giorni prima – portando poi la testa al vicerè spagnolo ritornato dopo la breve rivolta contro le tasse madrilene.

Non importano le date, non conta il passare delle generazioni: questo è l’italiano eterno, sempre presente nei momenti più bui della storia come la torma delle mosche sulle carogne. Quello che infuria sugli sconfitti il giorno dopo che gli stranieri li hanno sconfitti. Quello che scalcia i cadaveri, quando non sono più potenti, punendoli della paura in cui li hanno fatti vivere finchè erano potenti. Che insulta i perdenti, e plaude al nuovo padrone straniero.

Questo italiano incivile, che vive di paura interrotta da scoppi di ferocia, che esibisce la sua abbiezione, felice di non avere alcuna dignità; questo italiano di una viltà che lo straniero giudica con orrore derisorio, è colui che perpetua il nostro stato di servi. È lui che porta eternamente al potere i Masaniello o i Berlusconi proprio perché sono come noi, ossia inadeguati e, alla fine li vilipende, perchè non vuole dare la sua fiducia ai migliori. Senza pietas per gli sconfitti, non è possibile che una nazione si regga nel mondo con un minimo di dignità.

Va bene, a questo italiano diamo una buona notizia.

Mario Monti, sì, ha studiato a Yale. È stato commissario europeo per dieci anni, prima al Mercato interno e ai diritti doganali, ossia alla loro soppressione. È stato cooptato sia al Bilderberg sia alla Commissione Trilaterale. Nel 2005 si è concesso la posizione di super-consigliere internazionale di Goldman Sachs. Adesso, nominato senatore dal comunista preferito dagli americani, ci è stato messo sul collo come capo del governo. Anche se non avrà i voti in parlameno, resterà al governo per il prossimo ano e mezzo.

Mario Draghi ha il PhD di economia conseguito al MIT, Massachusetts Institute of Technology. Da funzionario del Tesoro, è stato incaricato delle privatizzazioni italiane, che aveva già organizzato sul panfilo Britannia con le banche inglesi, di nascosto, un anno prima. Da allora, mission accomplished, ha seduto in molti consigli d’amministrazione di diverse banche. Dal 2002 fino al 2006 è stato vice-presidente per l’Europa di Goldman Sachs. Forte di questo conflitto d’interessi, è stato nominato governatore della Banca Centrale Europea, BCE.

Loukas Papademos, nuovo primo ministro greco, è anch’egli diplomato al MIT. È stato docente alla Columbia University di New York, poi è stato consigliere della Federal Reserve di Boston (una delle 13 banche che costituiscono la FED). Dal 1994 al 2002 è stato governatore della Banca Centrale greca: poltrona che occupava quando la Grecia si è qualificata per entrare nell’euro, grazie ai trucchi contabili e ai falsi consigli dati da Goldman Sachs. È stato vicepresidente della BCE. Oggi è primo ministro con il voto dei due principali partiti ellenici.

Al timone della crisi europea sono dunque tre americani, formatisi nelle prestigiose università americane di cui hanno assorbito l’ideologia, membri della superclasse mondialista, e tutti e tre fortemente legati a Goldman Sachs.

Perchè è una buona notizia? Perchè Goldman Sachs adesso deve governare direttamente con i suoi delegati e stipendiati, mettendoci la faccia ed esponendosi. Di solito, questi signori del mondo preferiscono governare da dietro le quinte, esponendo dei loro servitorelli politici ai giochi della demokràtia. Questo triplice colpo di Stato è probabilmente una mossa obbligata, ed un segno di disperazione.

Come mai? Perchè Goldman deve assicurarsi che Italia e Grecia non faranno bancarotta e non ripudieranno il debito. Le banche americane non ci lasceranno fallire, e useranno qualsiasi mezzo per impedircelo, per un motivo ben preciso.

Appena in USA il sistema bancario s’è rallegrato di essere poco esposto ai titoli sovrani europei (15 miliardi), s’è accorto che coi CDS (Credit Default Swaps) era un altro paio di maniche. Le banche USA hanno assicurato quantità importanti del debito europeo, si dice per almeno 250 miliardi, emettendo e vendendo quantità industriali di CDS, prodotti derivati che pretendono di funzionare come assicurazioni contro il rischio default. Naturalmente lo sono per finta, perchè nè Goldman Sachs nè le altre banche di ventura hanno accantonato nemmeno una frazione della cifra necessaria a pagare gli assicurati, nel caso che un Paese sovrano non riesca più a servire il debito. Se avviene davvero un default, le banche della galassia americana, a cominciare da Goldman Sachs, imploderanno come supernovae, dando come risultato dei buchi neri che attrarranno nel loro gorgo ogni realtà economica esistente, se è basata sul credito.

Gli emettitori di CDS americani sono riusciti per un pelo a non pagare le presunte polizze assicurative emesse per la Grecia, anche se questa ha fatto un default parziale, detto ristrutturazione. I titolari di BOT greci hanno dovuto accettare un taglio di capelli del 50%. Ma siccome sono banche europee, e la perdita dei creditori è stata definita come volontaria, hanno deciso di non rifondere il sinistro. Lo ha deciso lo ISDA, la International Swap and Derivative Association, che è l’organo formato dagli stessi emettitori di CDS, ovviamente a loro favore.

È questo ente privato bancario ad aver decretato – post factum, retroattivamente questa regola di cui nessuno sapeva – che quando le banche creditrici accettano volontariamente un taglio dei loro crediti, i CDS che hanno comprato non rifondono nulla. Il trucco è riuscito, nel senso che Goldman Sachs e compagni non hanno dovuto pagare.

Però è riuscito anche troppo. Nel senso che tutti i detentori internazionali di titoli italiani, che s’erano coperti dal rischio con i CDS americani, hanno avuto la rivelazione che quelle assicurazioni – per cui hanno pagato fior di milioni – non assicurano niente.

Questo è, almeno in parte, il vero motivo per cui i mercati hanno cominciato a liberarsi (svendendoli) dei titoli del debito italiano, o a chiedere un interesse drammaticamente più alto per comprarlo: il rincaro prevedibile per un rischio di default che si sa non essere più coperto dai CDS. I mercati del debito sono stati tutti scossi, ed anche lo spread sul debito francese è aumentato, e sempre per lo stesso motivo: i detentori credevano di avere una qualche protezione avendo comprato i CDS, ed hanno scoperto di non averla.

Diversi analisti inglesi e americani si sono stupiti di questa improvvisa ventata di diffidenza sull’Italia, un Paese – hanno scritto, per esempio Evans-Pritchard del Telegraph – «che avrà un attivo primario nel 2013» (elogio postumo e involontario a Tremonti) una ricchezza delle famiglie superiore a quella della Germania, e un debito privato molto al disotto della media degli europei. Come mai un Paese con fondamentali così buoni viene considerato insolvente? (Europe pushes Italy into the abyss)

Fatto sta che la tempesta sull’euro è diventata ciclone. I tassi d’interese che l’Italia deve offrire sono diventati davvero insostenibili, avvicinando la bancarotta del terzo debitore mondiale e della terza economia della UE. Dal punto di vista di Goldman Sachs (e affiliati americani) bisogna assolutamente impedire che l’Italia faccia fallimento, altrimenti i banksters americani dovranno onorare l’impegno preso spacciando i loro CDS. Rifondendo il sinistro, per così dire. Coi mezzi propri, che non sono nemmeno lontanamente disponibili.

Quanto? Nessuno lo sa esattamente, dato che l’85% del mercato dei derivati avviene over-the-counter (ossia fuori dai mercati borsistici) su accordi caso per caso fra cliente ed assicuratore, dunque senza lasciare traccia contabile alla vista dei regolatori (che dormono). Esistono inoltre una quantità indefinita di CDS nudi (naked) ossia venduti a chi non possiede i titoli da assicurare: anche questi non-possessori saranno da rifondere se l’Italia fallisce.

Ad occhio e croce, si può dire solo questo: che il nostro default vaporizzerebbe istantaneamente i capitali delle banche d’affari americane, anzi molte volte i loro capitali; e causerebbe l’implosione totale del sistema bancario sovrannazionale – che è il vero insolvente in questa faccenda. Non a caso Warren Buffett ha chiamato i derivati «armi di distruzione di massa».

È per questo che Goldman Sachs non permetterà all’Italia di fallire o ristrutturare il debito: ne va della sua vita. Per questo ha messo uomini suoi direttamente al timone delle centrali europee che contano.

Un effetto s’è visto subito: appena s’è fatto il nome di Monti come amministratore delegato d’Italia, i mercati hanno fatto scendere lo spread sui titoli italiani. In realtà, s’è trattato di un aiutino dell’amico Mario Draghi, che ha fatto comprare alla BCE infornate di titoli italiani, per far vedere che i mercati hanno tanta fiducia in Monti.

La Grecia è ora sotto amministrazione controllata di Goldman-Papadimos, per lo stesso motivo: una bancarotta involontaria costringerebbe le banche americane spacciatrici di CDS a pagare.

Stiamone certi: Monti non imporrà solo tasse, finanziarie e patrimoniali e privatizzazioni. La situazione è così pericolosa per Goldman, che dovrà cercare anche di far crescere il Paese, perchè senza una crescita del PIL – i banchieri lo sanno benissimo – il servizio del debito non può essere sostenuto. Hanno interesse a puntellarci. Lo faranno con tutte le terapie che conoscono loro… Che sono quelle sbagliate (1).

Da cui la vera grande buona notizia. La più tragica: Monti – e la dozzina di esperti europei e del Fondo Monetario che sono venuti a Roma a controllarlo, veri ministri del suo ministero – non riuscirà a risanarci, nè Draghi nè Papademos avranno successo. Il default è ineluttabile.

Lo dice la semplice matematica. Esiste una relazione tra la crescita del PIL e gli interessi sul debito pubblico. E l’Italia non può pagare il 7% di interessi su 1.900 miliardi del suo debito, senza crescere, diciamo, del 3% annuo. È una crescita quasi da miracolo economico, ossia impossibile: specie nella recessione che minaccia l’Europa tutta intera, ed è segnalata dal rallentamento dell’export tedesco.

Ma il fattore più pericoloso è ormai il rischio sistemico. Il sistema finanziario stesso lo ha coltivato e fatto crescere, avventandosi in una interconnessione così aggrovigliata, opaca e concatenata che nessuno capisce più dove e come finisca. Basti ricordare il fatto che le banche italiane, greche sono piene di BOT nazionali: tradizionalmente, questo era un fattore di stabilità finanziaria, ed un contributo importante del risparmio nazionale al finanziamento del debito; oggi, è diventato una minaccia supplementare, che impone agli Stati già stra-indebitati di sostenere le loro banche diventate insolventi per il calo del valore di questi loro attivi.

E questo è solo ciò che si vede: si aggiunga lo shadow banking, il sistema sotterraneo in cui entità non regolamentate, situate nei paradisi fiscali, emettono prodotti derivati la cui descrizione richiede volumi pieni di formule matematiche, e il cui scopo preteso è di gestire i rischi dei titoli pubblici e privati soggiacenti. Il bello di tali prodotti è che, secondo i loro inventori, consentivano di aumentare le performances diminuendo il rischio: invece lo accrescono, perchè hanno trasferito i rischi alla controparte, un numero limitato di grandi attori che dominano il mercato – e perciò concentrano tutti i rischi.

Piccolo esempio: la Slovenia, senza alcuna colpa, è colpita in pieno dalla crisi dell’Italia, e il suo debito pubblico non trova compratori se non a prezzi proibitivi. L’Ungheria si aspetta un peggioramento del rating del suo debito, a cui conseguirà una svalutazione della moneta nazionale, il che produrrà un aumento del costo del suo indebitamento. E con ciò, un altro impegno alle banche europee che in Ungheria hanno prestato troppo. Unicredit e le banche austriache sono nella prima linea del rischio ungherese, e possono crollare di colpo. Delle banche francesi, strapiene di titoli dei PIIGS, già sappiamo. Le banche tedesche non stanno meglio, anzi peggio. E tutte le banche europee operano con una leva di 26 ad 1 (per ogni euro, ne hanno 26 in prestito) molto più alta delle banche americane.

I delegati di Goldman Sachs Europe sono dunque sempre una mossa in ritardo (come la UE è di due o tre passi indietro) s’affannano attorno a Grecia ed Italia, ma ormai è l’Europa nel suo insieme ad essere nella linea di mira dei mercati.

Un giorno, se avremo un futuro, gli storici si chiederanno come mai c’è stata l’implosione, quando il rimedio per scongiurarla era così evidente: vietare semplicemente e puramente le scommesse sulle fluttuazioni dei prezzi proibendo l’uso dei derivati senza copertura. Oppure, l’altro rimedio: il condono almeno parziale ma sostanzioso del debito ormai impagabile (che avrebbe anche il vantaggio di non obbligare Goldman Sachs ad onorare i suoi CDS, in quanto il condono è volontario).

Macchè, i nostri attuali padroni non vedono, e non vogliono questi rimedi. Vogliono trarre il loro pedaggio sui popoli in eterno, anche fino a dissanguarli. Nella ricerca del profitto monetario come fine ultimo, nella smisurata avidità del prendere senza mai dare (tipico degli usurai, dei J) essi si sono messi nella condizione del rischio sistemico predetta dalla teoria del caos: il volo di una farfalla a Budapest che provoca un terremoto in Cina.

Avverrà esattamente così, in un battito d’ali loro saranno vaporizzati, e anche noi, i nostri risparmi, le nostre monete, le nostre vite. Sopravviveremo come dopo una guerra atomica.

Battete le mani, abbietti sputacchiatori postumi dei perdenti.



1) Cito qui un corrispondente che conosce personalmente Mario Monti:

«Come persona è corretta: non ha la mentalità della casta, non è borioso, è anche sensibile socialmente (a meno che non abbia cambiato divisa da allora) umanamente può essere considerato consapevole dell’esistenza di chi privilegiato non è. Ma tutto lì. Vive come tanti altri ‘tecnici’ nella torre eburnea delle loro competenze ‘scientifiche’, ammantati da un gergo della inautenticità sociale spaventoso (…). È un monetarista ‘puro’, il che significa – per i non adepti – una persona che pensa per astrazioni, per una dottrina economica teorica i cui paradigmi devono ‘forzare’ la realtà a entrarci dentro. Tutto il resto è trascurabile: in primis le scelte strategiche di un piccolo Paese come l’Italia, i cui interessi possono non essere ‘coerenti’ con i nostri ‘amici’ obbligati».

Insomma, Monti è incapace (come Draghi) dell’esercizio mentale oggi più urgente: la critica del sistema finanziario che sono chiamati a difendere, per poterlo riformare. Pensare fuori dalle righe dell’ortodossia monetarista è impossibile a questo tipo umano, è stato selezionato apposta così. Credono che l’Economia consista nelle equazioni matematiche (che riempiono i libri di descrizione dei derivati) e ignorano l’Economia come storia, politica, e carne dell’uomo lavoratore, unico e vero produttore di ricchezza non rubata e dignità non conferita dai media.

La finanza e´ il cancro della nostra societa´

Caro Caensor, ti spiego perche´ amio parere il governo Monti e´l´antitesi della democrazia.
In democrazia vince la maggioranza, col governo Monti vincera´ l´elite.
Non si dovrebbe discutere sull´ICI che colpira´l´80%degli Italiani, ma sulle tasse sulle transazioni finanziarie che colpirebbero i veri parassiti della nostra societa´.
La finanza e´il vero crimine.
Il denaro dovrebbe essere l´ espressione o di lavoro o di merce prodotta col lavoro.
Fare denaro con il denaro e´un vero crimine, perche´e´semplicemente un furto.
Quando uno guadagna in borsa, non produce nulla, semplicemente trasferisce (ruba)nel suo portafoglio quello che un altro o molti altri hanno perso.
Quando io vendo il pane, guadagno denaro, ma lo scambio col lavoro di chi mi ripara il rubinetto, o di che guida il treno che prendo, o di chi ha allevato la carne della muccha, o ha munto il latte che bevo.
Io non ho traferito, ho scambiato.
Questo e´ l´ unico valore LEGALE del denaro.

PIIGS malati terminali

"Se l'italietta se ne va,o patrizia,sono tutti felici:una palla al piede di meno."

Quanto ti sbagli!
La Germania SA BENISSIMO che senza Europa potrebbe si´ sopravvivere, ma ridimensionandosi.
La Germania da economia internazionale diventerebbe bottega artigiana, potrebbe continuare a competere su qualita´(perche´e´forte in tecnologie)ma non avrebbe la forza di competere con USA e CINA.
Con l´Europa alle spalle si´.
Questo la Merkel (e Sarkozy nel suo piccolo)lo capiscono e sono pronti a fare di tutto per mantenerla.
Ma ora la battaglia e´un´altra a mio parere.
C´e´ la finanza internazionale (banche) che vuole obbligare gli stati a finanziare le banche.
Il denaro dovrebbe venire dall´ unica possibile fonte: la BCE.
Dovrebbe essere una copia della FED dve sono stati stampati quadrilioni di dollari per finanziare gruppi come Goldman Sachs che li usano per comperare governi, comperando il loro debito e speculando sui mercati.
Con un unico obiettivo: il potere politico legislativo.
La Merkel o meglio il Bundestag non lo vuole, ma non fa nulla per impedirlo.
Il vero colpevole dell´ attuale situazione e quello che a mio parere paghera´il conto piu´salato sara´la Germania, SE L´EUROPA fallira´.
Ma forse questo avverra´tra 12 mesi o piu´.
I PIIGS sono tenuti in vita attaccndoli al respiratore artificiale, mentre avrebbero bisogno di un trapianto di polmoni.
Se tu tieni un malato troppo a lungo attccato ad una macchina. difficilmente sopravvivera´un trapianto.

Monday, November 14, 2011

Come non uscire dalla crisi, ma aggravarla?

Semplicemente facendo l´ analisi sbagliata e di conseguenza adottando le misure sbagliate.
La causa NON e´ il grosso debito o il malgoverno o la corruzione o l´evasione fiscale (questi sono elementi che sicuramente l´ aggravano).
La causa della crisi e´ l´ Euro.
Vi faccio un piccolissimo esempio.
Immagiiamo che la Cina decida di lasciare lo yuan o remimbi e di adottare l´euro come moneta nazionale.
Quanto pensate che durerebbe l´economia cinese?
Continuerebbero ad esportare?
Penso di aver dato un´idea del vero problema.
E aver indicato la soluzione.
E spiegato perche´la Germania e la Francia vogliono A TUTTI I COSTI trattenere nell´ Eurozona i PIIGS.

Friday, November 11, 2011

The chessboard game

La finanza e´il cancro della societa´.
Il denaro non e´nulla, ma rappresenta il lavoro di qualcuno sottoforma di lavoro o sottoforma di prodotto creato col lavoro.
Il denaro fine a se stesso e´un´anomalia, un´abberrazione.
Non si puo´"fare denaro col denaro", si puo´si´fare denaro fregandolo a qualcun altro.
E´come a Poker chi vince non vince nulla, non crea nulla, semplicemente trasferisce il denaro dalle tasche di qualcuno nelle sue.
La Borsa non dovrebbe esistere.
Le azioni non dovrebbero avere una valutazione.
Tu comperi una parte di un´azienda e ricevi il profitto di quella parte.
Semplice.
L´Italia ha 1900 miliardi di debito, paga gli interessi legali (1.25) su quel debito.
Non dovrebbe essere legale svendere, attaccare, giocare con la vita delle persone.
Il default sarebbe un´occasione meravigliosa per ricominciare da zero.
Tanto saremo tutti poveri COMUNQUE (a parte ovviamente l´elite che ci guadagna)
La crisi e´come una partita a poker, ci sono i pochi che vincono e i molti che perdono tutto.
Ma l´esito in questo caso NON e´affidato alla sorte, e´pilotato.
Noi giochiamo una partita di poker truccata, in cui non potremo che perdere.
L´unica possibilita´che abbiamo e´alzarci dal tavolo da gioco e andarcene senza giocare.

Wednesday, November 9, 2011

Distruggere l´Europa per creare l´Europa

Questo modello di Europa puo´esistere solo in particolari condizioni: che tutti i partners ne traggano un vantaggio.
Questo era possibile prima della crisi del 2008.
Al Sud Europa una moneta forte faceva comodo perche´serviva a bilanciare il PIL con il deficit.
Moneta forte significava bassi interessi e bassi interessi significava che la crescita e losviluppo potevano essere facilmente raggiunti con l´aiuto di capitale a basso prezzo.
Tutti producevano, esportavano e vivevano felici e contenti.
Ora con interessi che superano il 7% su una moneta che in caso di difficolta´non puo´essere svalutata,il copitale non puo´piu´finanziare il progresso, l´industria langue e l´economia va in recessione.

Ma la soluzione e´di fronte agli occhi di tutti.
Nessun accanimento terapeutico che significherebbe stare al gioco dei grossi banchieri e dei grossi monopoli (aumento interessi, aumento debito per pagare gli interessi, aumento deficit e tracollo finale)ma una presa di posizione coraggiosa.
Questa Europa non funziona perche´non puo´funzionare.
In un´azienda in cui i soci sono troppo diversi, in cui c´e´chi vuole prevalere e dettare legge impoverendo gli altri per arricchire se stesso, non c´e´equilibrio, non cé´unita´, non c´e´futuro.
L´azienda che cresce, quella che fa profitti e´l´azienda in cui tutti lavorano con lo stesso scopo e con gli stessi mezzi, ognuno apportando qualcosa.

Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia, Grecia.
Quest´Europa funzionerebbe, perche´tutti i partners hanno gli stessi problemi e gli stessi interessi.
Aggiungerei hanno la stessa mentalita´, lo stesso modo di vivere.

Cosa si dovrebbe fare?
Un default del Sud Europa, una moneta unica non troppo forte, ne´troppo debole.
Una Costituzione democratica, votata dal popolo.
Un´economia debole che produrrebbe paesi forti.
E che l´Europa del Nord si ritenga libera di fare cio´che vuole.

Tuesday, November 8, 2011

Eravamo come voi, sarete come noi

Cosi´stava scritto all´entrata del cimitero deve erano sepolti i miei nonni.
Tempo fa lessi con estremo interesse un libro: Confessions of an economic hit man di John Perkins.
Questi (ex economic hit man) descriveva la tattica delle grandi corporations e del IMF (Fondo Monetario Internazionale) per appropriarsi delle ricchezze dei paesi del terzo mondo.
Primo passo era corrompere i politici a fare immensi debiti col IMF per costruire infrastrutture che non avevano nulla in comune col nome, ma erano costruzioni utili alle Corporazioni che intendevano installarsi sul territorio.
Secondo passo era rendere lo stato in una situazione in cui doveva fare ulterirori debiti per pagare gli interessi sempre piu´alti.
Questa e´la tattica inventata dalla Mafia Italiana.
Terzo passo era (come la Mafia) mandare in bancarotta lo stato e appropriarsi delle sue ricchezze, materie prime etc e ridurre la popolazione non solo in miseria, ma in vera e prorpia schiavitu´, obbligandola a lavorare 12 ore al giorno sette giorni su sette per 30 dollari al mese.
Cosi´i managers delle corporazioni potevano comperarsi jets privati, ville lussuose e prostitute di lusso.
All´epoca, a parte la pieta´per le popolazioni, non provai altro.
Non capivo che dopo il Terzo mondo sarebbe stata la nostra ora.
Prima la Grecia, poi l´Italia.
Grosso debito, prestito per pagare gli interessi, sempre piu´alti.
Tipico degli strozzini mafiosi.
Il risultato sara´come da copione.
IMF e´per International Mafia Federation.
Una mafia che si differenzia da quella Italiana perche´e´LEGALE, ma che condivide in pieno mezzi e scopi e anche il fatto che se gli uni sono criminali, lo sono anche gli altri.
Francia e Germania ridono.
Ma eravamo come voi e sarete come noi.
E´di qualche giorno fa la minaccia di ridurre la tripla A alla Francia e di ieri la notizia che la Germania "produce meno del prevcísto".
I sintomi ci sono tutti, peccato che, come al solito, il malato e´l´ultimo a rendersene conto.